Una leggenda cinese parla addirittura di epoche precedenti la nascita delle dinastie. Non ci sono veri e propri riferimenti al tè, intesa come parola in uso, prima dell’epoca Tang, ma i cinesi considerano l’albero del tè come un regalo fatto a loro direttamente dagli Dei. I periodi più importanti per l’evoluzione del tè in Cina sono:

  • Dinastie Tang (618-960) il tè veniva compresso in forme ben definite, panetti tondi o quadrati, decorati da iscrizioni o simboli (paese di provenienza), diventando una preziosa moneta di scambio. Veniva sbriciolato e fatto bollire ad altri aromi, verdure e frutta candita, latte acido o burro.
  • Dinastia Song (960-1279) il tè muto completamente aspetto, si iniziò a ridurlo in polvere e a miscelarlo con un frustino di bambù, è allora che i monaci giapponesi, ritornando in patria introducono la tradizione di bere il tè in polvere sbattuto. La cerimonia del Cha No Yu ha origine in questo periodo.
  • Dinastia Ming (1386-1644) il tè si beve per infusione delle foglie seccate, come lo intendiamo noi oggi. Un’epoca in cui tutte le classi sociali si aprono a questa bevanda.

Il testo più antico sul tè e il più importante è la “ Chajing”, il Canone del Tè, scritto da Lu Yu nell’anno 758 sotto la dinastia Tang. In esso si insegna tutto sulla degustazione del tè, in funzione del rango degli ospiti e del loro numero, si forniscono dettagliate informazioni sulle procedure per prepararlo, sui luoghi idonee i “tea party”, tutti gli accessori occorrenti. Soprattutto tutto un delicato equilibrio fra gli elementi in causa – l’acqua, il fuoco, il legno, il metallo e la terra – in modo che si possa, in una tazza di tè, rispecchiare l’ordine che governa l’universo!